Sulla Precarietà

Aprile 6, 2008

Il mio intervento durante l’ incontro-dibattito sulla Precarietà svoltosi ieri sera al Palazzo Roberti, in piazza XX Settembre a Mola di Bari.

 

Care Compagne e Cari Compagni,

 

questa campagna elettorale ci sta parlando della Precarietà e ci racconta esperienze reali di Vita, di orari indecifrabili nei call center, della produttività di Fabbrica che passa sopra la dignità del Lavoro e la Sicurezza dei lavoratori, di alienazione e annichilimento personale pur di accedere ad un Reddito minimo che non garantisce nulla se non la consapevolezza che il domani non sarà diverso.

 

Ci racconta delle menzogne sulla nostra politicizzazione pur di avere un contratto che prende i nostri sogni, le nostre speranze e le rinchiude nel reticolato stretto, angusto e soffocante dell’ attuale Legge 30. Ed ogni persona qui presente possiede una storia personale e comune di annientamento e sfruttamento umano.

 

E’ una campagna elettorale che costruisce finalmente una grande narrazione, perché l’ Essere umano non può farne a meno. Perché Precarietà non è solo l’ operaio, non è solo qualcuno in particolare. Precario è tutto, è diventata una condizione esistenziale che subordina fortemente le nostre Relazioni. Ed un bacio tra due Esseri umani non riesce più neanche a pensare a qualcosa di diverso, perché non è più pensabile il Domani nell’ attimo che viviamo qui ed ora.

 

Pensioni integrative di 50 euro al mese, rinunciare a misure di Sicurezza anche elementari per aumentare la produttività come imposto dall’ Azienda, dimenticarsi di una regolarizzazione pur di ottenere Reddito. Svendersi. Rinunciare a se stessi, al proprio Corpo, alle proprie potenzialità per un vago bisogno di denaro.

 

E ci sembra un po’ di essere tutti nel quadro di Friedrich Caspar David, “Viandante sul mare di nebbia”, dove c’è un uomo su un monte che guarda altre cime in controluce. Noi siamo quelle cime in controluce. Non ci vediamo, atomizzati ed individualizzati in questo mare di nebbia della Precarietà. Non ci riconosciamo, esclusi da ogni capacità reale di capire e sviluppare una coscienza critica sulla nostra situazione. Non ci vedono, per convenienza. Ma in questo mare di nebbia noi vogliamo imparare a muoverci. La Precarietà, che è diventata nostra compagna di Vita, da domani diventerà il grimaldello che ci permetterà di cambiare il Mondo. E saremo tutti più liberi, almeno di vederci per riconoscersi e per gridare la nostra Esistenza.